L’eccesso di velocità in caso di incidente non è sempre rilevante per l’accertamento delle responsabilità del sinistro stradale

La sentenza della Corte di Cassazione n. 22381/2012 ha confermato quanto già stabilito dalla sentenza n. 207/2010 della Corte di Appello di Catanzaro, cioè che l’eccesso di velocità, in caso di incidente stradale con invasione di corsia di uno dei due veicoli, non è rilevante ai fini del giudizio di accertamento delle responsabilità del sinistro stradale.

Nel caso di specie, sulla base della ricostruzione dell’accaduto effettuata dal giudice di appello è emerso che in condizioni di perfetta visibilità, una automobile aveva invaso l’opposta corsia di marcia, dalla quale sopraggiungeva un camion che viaggiava alla velocità di 55 km/h in un tratto di strada in cui limite di velocità era fissato a 50 km/h; il camionista però, aveva mantenuto strettamente la destra, l’automobilista, invece, non ha lasciato alcuna traccia di frenata o di una manovra eversiva che avrebbe potuto, forse, evitare l’incidente mortale. I giudici stabilirono che la responsabilità del sinistro dovesse essere addossata al defunto, il quale aveva invaso l’altra corsia, visto che il punto d’impatto dei veicoli si trovava nella corsia di marcia del camion, quindi, il modesto eccesso di velocità non poteva rappresentare una causa determinante dell’incidente.

I familiari della vittima, dal canto loro, per quel che qui interessa, lamentavano una erronea applicazione dell’art. 2054 c.c., in quanto, al primo comma, la norma prevede che il conducente è tenuto a risarcire il danno se non prova di aver fatto tutto il possibile per evitarlo e nel caso concreto, tale prova liberatoria non era stata presentata. Infatti il camionista non ha dimostrato che se avesse rispettato il limite di velocità, si sarebbe avuta ugualmente la morte del conducente dell’auto antagonista. Gli stessi ritenevano, inoltre, che, nonostante l’accertata responsabilità del loro congiunto, come ammesso anche in un primo momento dai familiari stessi, il giudice avrebbe dovuto stabilire l’eventuale sussistenza del concorso di colpa dell’altro conducente.

La Corte di Cassazione, in tema di responsabilità civile per i sinistri occorsi nella circolazione stradale, ha stabilito, in modo costante nel tempo, che la presunzione di colpa prevista in ugual misura a carico di ciascuno dei conducenti, come dispone dall’art. 2054 c.c., secondo comma, ha natura meramente sussidiaria, in altre parole, opera solamente nel caso in cui non sia possibile accertare concretamente la misura delle rispettive responsabilità. Da questa premessa ne consegue che l’accertamento della responsabilità di uno dei conducenti libera l’altro dalla presunzione di responsabilità concorrente e anche dall’onere di dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno. Proseguendo questo ragionamento, poi, viene sottolineato anche che il giudice ha l’obbligo di accertare l’eventuale colpa dell’altro autista solo quando sia stata stabilita una qualche percentuale di responsabilità di uno dei due conducenti e rimane da verificare la posizione dell’altro. Il caso di specie, invece, non rientra in questa circostanza poiché il giudice, accuratamente e senza contraddizioni, ha determinato che la responsabilità del sinistro è tutta a carico del defunto, specificando che il modesto eccesso di velocità del veicolo antagonista deve ritenersi del tutto ininfluente ai fini della dinamica dell’incidente

 

Dott. Jacopo Napoletti – www.areaconsulenze.it

 

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