Risarcimento danni da sinistri stradali e responsabilità per il danno cagionato da cose in custodia

La sentenza n. 22914 del 14 dicembre 2012 della Corte di Cassazione afferma che gli enti pubblici che risultino essere proprietari o manutentori di strade non sono automaticamente responsabili di eventuali danni cagionati dal bene in loro custodia.

La vicenda origina da un incidente stradale avvenuto in un tratto di strada in cui una società svolgeva dei lavori di manutenzione: l’automobilista coinvolto sosteneva che l’incidente fosse causato dalla presenza di ghiaia sul manto stradale in conseguenza dei lavori e pertanto richiedeva all’ANAS e alla società appaltatrice il risarcimento dei danni subiti.

La causa giunta dinnanzi alla Corte di Cassazione ha visto soccombere l’automobilista, poiché dai rilevamenti effettuati dalla Polizia stradale è emerso che vi era un’ottima visibilità che permetteva di prendere contezza della presenza di altro materiale sul manto stradale e che il cantiere era segnalato regolarmente oltre ad essere presente anche una segnalazione di limite di velocità . Da ciò è stato dedotto che non si possa parlare di insidia o di pericolo presunto, come invece l’automobilista aveva fatto. E’ stato dunque accertato che l’unica causa responsabile del  sinistro stradale era da ricercarsi nell’eccesso di velocità dell’autoveicolo.

Sulla base di questi fatti i giudici della Suprema Corte hanno ritenuto che in questo caso si debba ritenere infondata la domanda di risarcimento danni ex. art. 2051 c.c., in qunto “competeva all’attore di provare l’esistenza di un nesso causale tra la cosa in custodia e l’evento lesivo, ossia di dimostrare che l’evento si è prodotto come conseguenza normale della particolare condizione, potenzialmente lesiva, posseduta dalla cosa“. Nel caso concreto il danneggiato, quindi, non ha diritto al risarcimento del danno, perché la perdita del controllo dell’auto è stata causata solamente dall’eccesso di velocità, per cui la colpa  deve ascriversi alla sua condotta imprudente, constatato che l’articolo del codice civile in questione, non dispensa lo stesso danneggiato dall’onere di provare il nesso esistente tra la cosa in custodia e il danno prodotto.

 

Dott. Jacopo Napoletti – www.areaconsulenze.it

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