Risarcimento danni per morte dell’ex coniuge se i rapporti tra gli ex partner erano civili

La Terza sezione civile della Corte di Cassazione, recentemente ha deciso, con la sentenza 1025 del 2012 che in caso di morte dell’ex partner, provocata da incidente stradale, il coniuge superstite debba venir risarcito purché i rapporti tra i due soggetti siano rimasti civili e affettuosi.

Tale decisione origina da un incidente stradale in cui una signora ha trovato la morte: i giudici di primo grado avevano accordato un risarcimento di 168.000 € al suo ex partner, in secondo grado, invece, la Corte di Appello di Milano ha stabilito che la cifra dovesse essere ridimensionata a 25.000 €. Questa decisione è state confermata dalla Cassazione: i giudici della Suprema Corte hanno previsto il risarcimento, specificando che questo diritto debba essere riconosciuto solo nel caso in cui tra gli ex coniugi vi siano rapporti così amichevoli che in caso in cui si verifichi l’evento morte, questo provochi nell’altro superstite un vero e proprio dolore. La Cassazione, infatti, ha ritenuto che la separazione non possa essere considerata in sé e per sé un ostacolo al riconoscimento del risarcimento del danno non patrimoniale, purché però venga dimostrata la sussistenza di un vincolo affettivo intenso e il conseguente pregiudizio per il superstite.

In altre parole il risarcimento del danno non patrimoniale deve essere accordato al coniuge per la morte dell’altro, anche se vi sia uno stato di separazione, qualora vi sia l’accertamento e la dimostrazione che il coniuge superstite abbia sostenuto un dolore e una sofferenza morale simili a quelle che accompagnano la perdita di una persona cara.

 

Dott. Jacopo Napoletti – www.areaconsulenze.it

 

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