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Superbonus 110%, cosa cambia dopo 31 dicembre. Ecco la reale situazione per proprietari e imprese.

Damiano Marinelli, presidente dell’Unione nazionale consumatori Umbria: “Cantieri fermi, ritardi e pesantissimi rincari. Ci sono imprese costrette a rinunciare ai lavori per paura del rischio di restare scoperti, senza liquidità e pieni di debiti”.

Inizia con questo articolo sul Superbonus 110% la collaborazione tra Perugiatoday.it e l’Unione dei consumatori dell’Umbria. Uno spazio dove dare informazioni ai cittadini, ribadire i loro diritti e dare gli strumenti per una maggiore tutela rispetto alle istituzioni e alle imprese. L’Unione nazionale consumatori (Unc) Umbria è un’organizzazione senza scopo di lucro impegnata a proteggere i consumatori nella regione. Offre informazioni, consulenza legale e difesa dei diritti dei consumatori, lavorando per un mercato equo e trasparente. Attraverso educazione, advocacy e collaborazioni istituzionali, l’Unc Umbria si impegna a garantire che i consumatori umbri siano informati e tutelati nei loro diritti.

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di ‘Unione nazionale consumatori Umbria’

Il 31 dicembre 2023 terminerà ufficialmente il Superbonus al 110% per i principali soggetti che ne hanno beneficiato in questi anni: condomini e persone fisiche. Con il nostro avvocato Elisabetta Congiusta vogliamo darvi tutte le informazioni aggiornate, per poter prendere decisioni consapevoli. Per quanto riguarda i condomini, l’orizzonte temporale di utilizzo delle detrazioni di cui all’art. 119 del decreto Legge n. 34/2020 è il seguente:
– Delibera assembleare di esecuzione dei lavori entro il 18.11.2022 e CILAS entro il 21.12.2022 – bonus 110% fino al 31.12.2023;
– Delibera assembleare di esecuzione dei lavori entro il 19.11.2022 e il 24.11.2022 e CILAS entro il 25.11.2022 –bonus 110% fino al 31.12.2023;
– Spese sostenute nel 2024 –bonus al 70%;
– Spese sostenute nel 2025 – bonus al 65%.

Per quanto riguarda le persone fisiche proprietarie o comproprietarie con altre persone fisiche di edifici da 2 a 4 unità immobiliari autonomamente accatastate, l’orizzonte è il seguente:
– CILAS entro il 25.11.2022 – bonus al 110% fino al 31.12.2023;
– Spese sostenute n. 2024 – bonus al 70%;
– Spese sostenute nel 2025 – bonus al 65%. 

Per interventi realizzati dalle persone fisiche su edifici unifamiliari o unità immobiliari con accesso autonomo e indipendenza funzionale, l’orizzonte temporale di utilizzo delle detrazioni di cui all’art. 119 del D. L. 34/2020 è il seguente:- Interventi che hanno completato il 30% dell’intervento complessivo entro il 30.09.2022 – bonus 110% fino al 31.12.2023; – Bonus 90% sulle spese sostenute nel 2023 per gli interventi avviati dal 01 gennaio 2023 e in presenza delle seguenti condizioni: – Contribuente proprietario dell’edificio o dell’unità immobiliare funzionalmente indipendente o titolare di un diritto reale di godimento;

 – Edificio o unità immobiliare adibite ad abitazione principale del contribuente che sostiene le spese; In capo al contribuente che sostiene le spese deve sussistere un requisito reddituale, basato su un parametro denominato reddito di riferimento che non dovrà essere superiore a 15.000,00 euro, determinato utilizzando un quoziente familiare secondo quanto prevede l’art. 119 comma 8 bis – comma 1 del decreto rilancio. Esistono dei soggetti e delle condizioni tali per cui il superbonus con aliquota al 110% potrà essere utilizzato oltre il 2023: coloro che svolgono attività di prestazione di servizi socio – sanitari e assistenziali; siano in possesso di immobili rientranti nelle categorie catastali B/1, B/2 e D/4 a titolo di proprietà, nuda proprietà, usufrutto o comodati uso gratuito. Nel caso di interventi su edifici ricompresi nei comuni dei territori colpiti da eventi sismici verificatosi a far data dall’ 01.04.2019 dove sia stato dichiarato lo stato di emergenza, il Superbonus 110% è applicabile sulle spese sostenute entro il 31.012.2025. 

L’ANALISI DEGLI ESPERTI – L’avvocato Damiano Marinelli, presidente dell’Unione nazionale consumatori Umbria sottolinea come “allo stato la realtà vede cantieri fermi, ritardi, pesantissimi rincari, ci sono imprese costrette a rinunciare ai lavori in Superbonus per paura del rischio di restare scoperti e senza liquidità, pieni di debiti”. Purtroppo il 110% ha instillato l’idea che i lavori si possono ottenere gratis e nessuno vuole più pagare. L’unica speranza è che il governo possa concedere una proroga alla scadenza del 31.12.2023 e che permetta di utilizzare i crediti congelati per pagare le tasse. Le stesse banche non sanno più che fare e i rischi maggiori cadono sempre sulle piccole imprese”. 

“Gli imprenditori continueranno a subire ingenti danni di natura patrimoniale non potendo monetizzare i crediti, non potendo pagare tasse, imposte, dipendenti e materiale. Tutti questi debiti genereranno interessi, sanzioni, rivalutazione monetaria, sfociando in contenziosi legali defatiganti e costosi. La norma sul Superbonus è stata concepita male, ha generato problemi e i continui, contorti interventi correttivi hanno peggiorato la situazione. Si auspica in un concreto ed efficiente intervento del Governo che possa salvare le centinaia di imprese oggi in difficoltà, essendo in forte crisi di liquidità e con i crediti bloccati nel cassetto fiscale, poiché non utilizzabili. L’Unione nazionale consumatori Umbria è da sempre attenta a questa problematica, ponendosi come punto di assistenza ed informazione a tutela dei diritti dei consumatori e imprese con i nostri legali specializzati (info@consumatoriumbria.it)”.



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